martedì 30 giugno 2009

la capellaia

anche quella notte, lela ricevette ancora una volta il telefono in faccia.il suo uomo incapace di manifestare i propri sentimenti neanche bofonchiandoglieli all'apparecchio glielo sbattè giù senza alcun motivo apparente.lela quella notte sognò di uno spirito guida che cercava di trarla afferrandola violentemente per i piedi, per le mani ripetutamente, ma anche per il pigiama, insomma tutti gli appigli erano validi per il viaggio del non ritorno. lela cercò disperatamente di resistere e scalpitando, scalciando e dimenandosi riuscì a far desistere l'orribile spettro diafano. dopo per convincersi che non fosse un incubo, ancora in preda alla foga e al delirio semionirico, si sbattè la testa contro il grosso armadio che le stava di fronte. le iniziarono a quel punto immediatamente dei dolorosi crampi al polpaccio sinistro, tanto tremendi da farla soffrire facendole digrignanre i denti e grugnire come un maiale al macello.
intanto si fecero le tre, e tra due ore solamente avrebbe dovuto alzarsi per affrontare un' altra giornata molto impegnativa quindi pensò bene di bersi ben due bicchieri colmi di latte di cammella, una rarità visti i tempi ed anche perchè era stato l'unico regalo che luigi in tutti quagli anni le aveva dato per confermargli che provava qualcosa per lei.
quando la bevanda finì, lela non avrebbe avuto così, più nessun segno che attestasse quello che lui provava per lei, anche se le rimaneva sempre quel pizzico di curiosità, che la portava continuamente a chiedersi che cosa provasse lui in quel momento, se la pensava ancora, e che cosa pensava di fare con i suoi affetti traditi in un secondo, visto che quella mattina l'aveva visto dal suo negozio sfrecciare con il camion della ditta e non si era fermato a salutarla, quasi sicuramente apposta per lo schiaffo ripetuto che sicuramente aveva ferito il suo orgoglio da primo della classe. è vero, lela aveva sbagliato ma in quel momento reputava di aver fatto una cosa sincera, non pensandoci affatto, così come quella stessa mattina avrebbe voluto bucargli tutte e quattro le ruote e prenderlo a calci.
a lela però non restava altro da fare, che richiamare il suo ex, ovvero il fratello di luigi, mario, il quale a sua volta non sentiva da tempo, e che non richiamò lela perchè immaginava in odor di tradimento e pesa in giro tutta la storia tra lei e l'altro, e di come la stessa fosse riuscita ad usarlo per i propri fini egoistici e di strumentalizzazione dei suoi affetti per conquistare davanti a lui l'amore del fratello, mettendoli uno contro l'altro.
avrebbe deciso di farla finita una volta per tutte decidendo di cambiare per sempre città o suicidandosi?

martedì 16 giugno 2009

puntata da tempo da uno strano essere


guardo,guardo,guardo e riguardo ancora perchè mi piace.
posso vederne tutti i movimenti, sentire i più piccoli sussurri.
vedo come si veste e con chi esce e quando.
ma soprattutto so a che ora torna.
di solito sembra che usi gli zoccoli pure nella sua camera da letto, visto che si sente un rumore forte, pari solo ad uno scalpiccio di" bovi" al carro oppure un qualcosa simile ad una mandria di cavalli.
ma forse mi sbaglio, forse sono solo i tre piccoli marmocchi che si risvegliano lagnandosi presto ed hanno bisogno di correre per tutto l'appartamento sfogando l'energia dell'alza bandiera.
anche da basso, quando la mia postazione si fissa al primo piano, riesco a vedere meglio cosa succede nella via davanti alla casa.
riesco a comprendere come e a che ora la vecchietta mia dirimpettaia va a fare la nanna e lascia con molta nonchalance una delle due imposte al secondo piano aperta, quando la vicina esce ed entra per un pasto frugale e poi riscappa e quando finalmente di sera, torna sempre dopo il suo compagno che ogni mattina la precede all'uscita per il lavoro mattiniero.
una sera un urlo schiantò una notte velata e pacifica, un urlo di donna roco ma estremamente potente.
per un attimo sobbalzai bruscamente, il cuore batteva come all'impazzata e realizzai dunque che non poteva che trattarsi di un o una mia inquilina.
freddamente aspettai nuove reazioni,ma sentii solo il movimento lontano di qualcosa che fuggiva senza lasciare alcun rumore di passi.
qualcuno nel frattempo continuava ad urlare e dopo aver svegliato l'intero palazzo si sentiva continuare ad imprecare e a dare in escandescenze.
di sopra, sentivo chiamare disperatamente al telefono, forse era la ragazza che vive nel mini, e che magari stava avvisando i carabinieri o stava informando il suo ragazzo.
non lo so fatto sta che per dare luce ad una piccola piantina, la ragazza in cinta al pianoterra, aveva dimenticato apposta di fermare il balcone e aveva rischiato di finire male.
fortuna per lei che le urla pronte e lancinanti bastarono per farsi sentire, così evitò in toto chissà quale eventuale perfidia, di questi tempi non si fanno sconti sulle bestialità feroci che si possono compiere magari anche solo per difesa!
ma giuro, ripeto giuro che con tutto ciò io sono completamente estraneo ai fatti e che i "guardoni" sono appostati dove la visuale è migliore e più isolata rispetto alla mia, ma non chiedetemi come faccio a saperlo.